

GALLERIA DI OPERE IN POESIA E ARTE CONTEMPORANEA
con Critiche in Semiotica Estetica di Fulvia Minetti
Antonella Ridoni
Dammi il posto
Amore mio assegnami un posto.
Se è vero, come dici,
che ti ho vinto,
dimmi se sto in soffitta o in cantina.
Sono stesa sul tuo letto,
o fuori dalla porta della tua anima.
Dimmi: sono lontano,
oppure ti sono a fianco?
Dove mi tieni? In salita,
che arranco il passo,
senza tenere il tuo ritmo,
troppo svelto per me.
Mi lasci indietro
o ti volti e mi aspetti.
Sono coperta dal calore
del tuo sangue, che scorre
più denso se mi pensa,
o sto fuori dai tuoi giorni.
Dai pensieri.
Dai tuoi occhi chiusi.
Non hai una goccia di lacrima
anche per me?
Che fai?
La fermi, questa lacrima,
con le dita premute
sulle palpebre che non trovano sonno.
Sono altro e altrove.
Da sempre.
Dimmi se ti sono tormento
o fresca brezza.
Dammi il mio posto dove aspettare,
col tempo che scorre.
Mi ci accomodo.
E continuo ad amare in silenzio.
Critica in semiotica estetica della Poesia “Dammi il posto” di Antonella Ridoni
La parola petente della Ridoni abita profondamente la poetica dello spazio, in cerca del proprio luogo, in attesa, sognando che a venire sia stesso all’amato. La poetessa soffre della propria mancanza costitutiva, dell’altrove da essere che è rimando implacabile e alterità irriducibile, incarnando il segno di un significato affidato con nobiltà d’animo all’oggetto d’amore.